Il blu delle case offre un contrasto pazzesco, rispetto al verde delle montagne del Rif che sovrastano la città: che colpo d’occhio!
E tra le stradine e i vicoli, l’atmosfera è assolutamente magica: soft, ariosa, rilassante.
Tutto sembra sospeso nel tempo e nello spazio, in un angolo di mondo unico!
Perché la scelta del blu?
Torniamo alla domanda principale di questo articolo: perché Chefchaouen è tutta blu?
Quando si è deciso di iniziare a pitturare tutto con i colori del mare e del cielo?
Non c’è una risposta univoca ma due ipotesi principali che tengono banco ancora oggi.
La prima teoria è a sfondo storico-religioso: Chefchaouen è stata fondata nel 1471 da alcuni esiliati andalusi, di religione musulmana ed ebrea.
Secondo gli storici, la popolazione ebrea avrebbe iniziato a dipingere le case, le finestre e le porte di blu in quanto questo sarebbe il colore che – per loro – richiama il Paradiso.
La seconda teoria è di ordine del tutto “materiale” e pratico: la scelta cromatica deriverebbe dall’esigenza di allontanare zanzare e insetti vari.
Questi animali, infatti, starebbero ben lontani dagli specchi d’acqua e dunque la popolazione avrebbe pensato di “simulare” il mare per evitare l’assedio degli insetti.





